venerdì, 10 novembre 2006

Genere pubblicità subliminale
Luogo del ritrovamento Briançon (Francia), nel 2004
Proprietà benefiche ...
Controindicazioni ricorda gli anni '80.

«Non guardarmi in quel modo. Ero giovane. Avevo bisogno di soldi». Si giustificherebbe così la ragazza ritratta nella pubblicità di "Friso Soft", un gelato di cui si sono perse le tracce, forse a causa della disastrosa campagna promozionale 1989
Gli ultimi esemplari si trovano a Briançon e presso la Cafetaria De Klein [Wanssum, Olanda].

Quanto al reperto in esame, trattasi di uno spot per cui aggettivi come subliminale, fallico e (soft)porno suonano eufemistici. Ma erano gli  anni di Boy George e "Like a Virgin": anche se tutto quel pot-pourri di crema non ci convince, la ragazza va perdonata.
Purtroppo non possiamo dirglielo: dopo un periodo di breve e impietosa fama, questa sosia furbetta di Cristina d'Avena è scomparsa dalle scene. Se qualcuno la conosce, le riferisca che comprendo il suo imbarazzo: non c'è crimine nell'esser giovani e squattrinati.
I veri colpevoli, ancora una volta, sono gli anni Ottanta.

Consigliato a chi ascolta ancora Cindy Lauper.

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venerdì, 10 novembre 2006

Genere amuleto pseudo-pagano
Tipologia adesivo di Padre Pio
Luogo del ritrovamento
comparso all'improvviso, come una visione mistica
Proprietà benefiche allontana la sfiga dal tuo cruscotto
Controindicazioni inibisce negli incontri di tipo sessuale.

L'adesivo di Padre Pio è un must. Oltre a personalizzare l'automobile, scaccia quasi ogni tipo di sfiga. Eccetto quella intrinseca all'individuo, che ne uscirà potenziata in misura esponenziale.
Inadatto agli incontri amorosi e occulti su strade appartate di campagna (v.v. "camporella"), l'oggetto ha però il pregio di evitare tamponamenti, improvvise perdite d'olio e forature di pneumatici. Non avrete un partner neanche a pagarlo, ma in compenso - come per magia - consumerete meno benzina.
Già soltanto per questo, l'adesivo da Petralcina è un cult(o) che non può mancare sui vostri cruscotti.
Il suo effetto provvidenziale può essere inoltre rafforzato accostandogli altri amuleti della medesima categoria: cornetti, peperoncini essiccati, zampe di coniglio, ferri di cavallo, rosari luminescenti e santini di Madre Teresa.

Consigliato a chi non vuole rinnovare la tessera dell'Aci.

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giovedì, 09 novembre 2006

Genere pacchianeria spirituale
Tipologia bomboniera modello "Piccolo Buddha"
Dimensioni
3 cm per 4
Peso mezzo chilo
Luogo del ritrovamento
ricevuta dopo il battesimo (cristiano) di un cugino
Proprietà benefiche forse si illumina al buio
Controindicazioni può uccidere se lanciato con violenza

Splendido soprammobile in giada color muco, la scultura poggia sopra un piedistallo di legno, costruito su misura e dipinto a mano. Tocco di stile: l'etichetta "made in China" appiccicata sotto, garanzia di qualità.
Dicono che ricevere in dono un Buddha dalla faccia paciosa porti salute e benessere.
Del perché si regalino statuine di buddha ai battesimi cristiani, invece, dovete chiedere a mia cugina.

Consigliata ai pargoli della globalizzazione.

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giovedì, 09 novembre 2006

Titolo Unuseless (sic!) Japanese Inventions (di Kenji Kawakami)
Genere
lettura da toilette
Luogo del ritrovamento
negozio del MOMA di San Francisco
Proprietà benefiche ottimo per lunghe sedute di meditazione su ceramica
Controindicazioni talvolta il limite fra genio e idiozia coincide con l'imbarazzo.

In terra nipponica, l'autore Kenji Kawakami (ex comico) è famoso per aver inventato il Chindogu: l'arte di avere un'idea inutile. Anzi, ancora peggio, unuseless: un aggettivo che non esiste in natura e, tradotto alla lettera, suona ininutile.
Volendo esser chiari, Chindogu sono tutti i marchingegni (fantasiosi folli demenziali) la cui esistenza finge di migliorare la qualità della vita umana.
Ci vuole molto coraggio, ad esempio, per comprare le scarpe antipioggia (con ombrellino incorporato); la copertura gommosa per lingue (simile a un preservativo, impedisce di scottarsi con cibi bollenti); il piccolo lampione portatile, agile e munito di rotelle, che ci si trascina appresso come fosse una flebo luminosa («You'll never walk down a dark street again»).
Sono solo alcuni dei 200 chindogu contenuti in questo capolavoro.
Tempo da perdere? Sì.
Va detto che non si capisce mai se (e quando) i giappi si prendano sul serio. 
Il sospetto è che lo facciano più o meno sempre, ma a modo loro, con un sorriso fuori luogo. O viceversa, come in questo caso, che si divertano con estrema serietà. Ogni invenzione è stata infatti curata nei minimi dettagli: dalla scelta dei materiali alla documentazione fotografica, ai test pratici di fronte a un pubblico di esperti del settore. 
(È vero che senza il Giappone e i giapponesi il Chindogu non sarebbe mai esistito? Sì.)

Oggi la Società Internazionale del Chindogu conta oltre 10mila membri. Il fondatore, Kenji Kawakami, è un vecchio rintronato e incartapecorito che si traveste da scienziato pazzo. Prova ancora ogni invenzione personalmente, al fine di dimostrarne l'unuselessness.
Per credere, date un'occhiata (molto molto veloce) al sito ufficiale dello Chindogu, pacchianissimo nella forma e nei contenuti, dove tra l'altro viene spiegato l'etimo del nome:
«Beh, in giapponese dogu  significa "utensile" e chin vuol dire "strano, bizzarro" (da non confondersi con "pene", che si dice comunque chin). Quindi, un chindogu è un utensile bizzarro. (Allo stesso modo, chinchin è un pene bizzarro. Comunque sia, il chindogu non sarà mai un utensile pene. Almeno, non ancora).»

Consigliato a chi crede in un mondo migliore.

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mercoledì, 08 novembre 2006

Genere delirio neobarocco
Luogo del ritrovamento
Via Sant'Ottavio, Torino. In faccia a Palazzo Nuovo.
Compare nella primavera del 2006 al posto della vecchia insegna, (bontà sua) molto più anonima.
Proprietà benefiche dicono che faciliti la diuresi e le terapie psichiche basate sull'ipnosi
Controindicazioni mal di testa, vertigini, senso di pesantezza


Non c'è studente torinese che sia rimasto impassibile dinnanzi a tanta bellezza. Tripudio di gradienti, colori improbabili, un bieco lavoro grafico sui font: piuttosto che l'opera di un designer, il reperto sembra vomitato da WordArt.
Purtroppo, coloro che speravano in un restyling completo del locale (magari in nome del medesimo furore) sono rimasti delusi: all'interno stessi panini durissimi, stessi camerieri, stessi tavoli degli anni '70, troppo squallidi persino per diventare vintage. 
L'insegna "sgargiante" resta comunque un piacevole pugno nell'occhio.

Consigliata ai daltonici.

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